Come il faro di San Cataldo
divenne un polo per le
telecomunicazioni
Nel 1904, gli occhi del mondo si volsero su Bari, scelta da Guglielmo Marconi come sede ideale per la trasmissione sperimentale dei primi segnali telegrafici senza fili. Una scelta lungimirante, dettata dalla posizione strategica della città sull’Adriatico e dal suo ruolo di importante snodo commerciale. Due trasmittenti furono installate: una nei pressi del faro di San Cataldo, simbolo di guida e di progresso, e l’altra nel vicino Montenegro, a dimostrazione del potenziale rivoluzionario di questa nuova tecnologia.
Il 3 agosto 1904, il mondo assistette a un evento storico: l’inaugurazione del primo collegamento radiotelegrafico via etere per scopi commerciali. Bari e Antivari (Bar), in Montenegro, sulla sponda opposta dell’Adriatico, furono collegate da un’invisibile rete di onde radio, aprendo la strada a una nuova era di comunicazione.
Questo evento segnò un momento determinante per la storia di Bari. All’inizio del secolo, la città divenne una delle prime al mondo ad avere a disposizione un sistema di comunicazione senza fili per uso commerciale, confermando la sua vocazione mercantile e anticipando il ruolo centrale che avrebbe giocato nel panorama delle telecomunicazioni del XX secolo.
La scelta di Marconi e il successo della sperimentazione radiotelegrafica del 1904 lasciarono un’eredità duratura a Bari. La città divenne un centro di ricerca e sviluppo nel campo delle telecomunicazioni, attirando scienziati e ingegneri da tutto il mondo. Le tracce di questo passato glorioso sono ancora visibili a Bari. Il faro di San Cataldo, silenzioso testimone della rivoluzione marconiana, continua a vegliare sulla città, mentre la memoria di Guglielmo Marconi è custodita all’interno del museo presente nei pressi del faro.